Il blog di Rosanna Spinazzola

domenica 5 maggio 2013

Ginevra e il lago degli artisti


 [Suggerimento musicale per la lettura: Swan lake_Tchaikovsky ]


“L'uomo è nato libero, ma ovunque è in catene"_ Jean Jacques Rousseau_

Ginevra giace sul lato sud-ovest del lago Lemano, abbandonata ai sogni delle dolci correnti e vegliata dal solido Monte Bianco che, amorevole, la protegge.

Cinque mesi, cinque: questo il tempo che trascorrerò insieme a lei, cercando di carpirne le visioni. Nel frattempo, l’obiettivo è chiudere la prima stesura del mio romanzo ed editarlo fino a quando non sarà diventato scorrevole. Ovvero ad libitum.

Non mi soffermerò sulle duecento organizzazioni internazionali che hanno sede qui, né all’incredibile miscuglio di lingue e razze che convivono in questa piccola città.
Non mi pronuncerò sulla sua storia, sul suo ruolo nell’Europa, né farò digressioni sulla sua cucina o sulla famigerata fondue. Poco lontano, ad ovest, c’è il CERN al quale si potrebbe riservare una trattazione a parte.
Non ne scriverò perché non sono queste le cose che hanno catturate per prime la mia attenzione.
C’è qualcosa, qui, che non riesco ad afferrare ma che mi affascina e mi commuove oltre ogni limite.

Mi riferisco al lago. 

È lui il vero cuore di questo pezzo di mondo. Un gioiello d’acqua pulitissima incastonato a 370 e passa metri di altitudine tra le Alpi e il Giura, e bucato dal Rodano e dall’Arve, i suoi due principali corsi d'acqua.
Quando si cerca “Ginevra” sul web si trovano informazioni contrastanti: è bellissima ma noiosa, è viva ma fredda, è cosmopolita ma diffidente.
Io non so come sia questa città: ci sono arrivata tre settimane fa ma ancora mi sfugge la sua natura.

Di certo qui manca la colorata confusione di Roma, sostituita da una efficienza proverbiale. Insomma: a Ginevra ti suonano col clacson solo se fai un’infrazione e non per farti sbrigare se scatta il semaforo verde.

La temperatura è un’altalena. 

Quando esce il sole fa un caldo terribile, stemperato da un vento freddo e umido che arriva direttamente dalle Alpi innevate, visibili da praticamente ovunque. 

Quando il sole è coperto da fitti nuvoloni grigi il freddo entra nelle ossa e non si toglie più. Non resta altro da fare che entrare in una caféterie a bere quello che, per noi italiani, è un surrogato annacquato di caffè bollente. Alla modica cifra di 8 franchi svizzeri, ovvero 6 e passa euro.

Dimenticavo di scrivere che è la città più cara d’Europa.

La gente in compenso è cordiale, poliglotta e “moderna”. Un po’ troppo alla moda per i miei gusti ma i locali radical chic non mancano e sono frequentati da gente all’apparenza anticonvenzionale. Salvo poi rientrare in un sottoinsieme che ha delle proprie convenzioni, ma lasciamo perdere.

Io oggi voglio parlare del lago. È lui il vero protagonista, insieme a una natura ubertosa. I paesaggi sono magnifici e tolgono il fiato. Proprio ora mentre scrivo due nibbi svolazzano sul palazzo di fronte. Due nibbi. Due aquile. Come a Ferrandina, solo che laggiù abito quasi in campagna e in un territorio selvaggio e antico. Qui abito nel centro della città, nel cuore del mondo.
Quando esco e vado in un parco a raccogliere le idee che proprio non vogliono stare dove dovrebbero, ovvero nella mia testa, mi viene incontro un pavone che fa la ruota o un daino che cerca cibo. Corvi ovunque: messaggeri di Odino. Giardini che sono un’esplosione di colori e di forme. E in fondo a tutto questo, a sorreggerlo e incorniciarlo lui: il lago più grande d’Europa.
Se esco, è lì che vado.
Sì, un giro nella città vecchia e nella cattedrale dove ha predicato Calvino lo faccio, di tanto in tanto. Qualche locale dove fanno la birra buona. Ma il lago, signori miei, il lago…

È pura poesia.

Neppure il luccichio di banche, gioiellerie e orologerie può nulla contro gli sfavillanti riflessi del sole sulle increspature dell’acqua. Chiunque abbia un cuore sensibile percepirà l’ispirazione salire dall’acqua e insinuarsi dolcemente nelle arterie, fin su alla radice dei capelli. Una natura così volubile che ti illude di essere ovunque pur rimanendo immobile.



Non credo di riuscire a tenere il conto di tutti gli artisti che hanno vissuto o hanno abitato per brevi periodi in questi luoghi, attratti da queste acque come api da una tinozza di miele.

Rousseau e Voltaire, i filosofi del secolo dell'Illuminismo, vissero a Ginevra. Il pensiero del primo ispirò la Rivoluzione francese.
Il compositore russo Igor Stravinsky e la sua famiglia si stabilirono a Montreux nel 1910 e poi a Clarens e Morges. Guardando il lago scrisse Le Sacre du Printemps, e fu durante le sue passeggiate lungo il Lago di Ginevra che fu ispirato nella composizione di Petrouchka.

Tchaikovsky, la cui tomba ho visitato a San Pietroburgo (ne parlo in questo articolo), compose a Clarens, qui sul lago di Ginevra, il meraviglioso Concerto per violino e orchestra op 35 in soli 25 giorni. Quello trascorso su questo lago fu per lui un periodo terribile: si era infatti appena sposato, frustrando la propria omosessualità. Quell’opera ne è viva testimonianza.

Byron visse a Ginevra e proprio qui, a due passi da dove vivo io, scrisse Il Prigioniero di Chillon, due atti di Manfredi e il terzo canto di Childe Harold.
Nell’estate del 1816, Shelley andò in Svizzera per incontrare Lord Byron. Divennero amici, tanto da prendere casa vicino, sulle rive del Lago di Ginevra. Shelley scrisse che la vicinanza di Byron lo portò a raggiungere una propria espressione poetica e che, un giro in barca fatto insieme su questo incredibile lago, lo ispirò a scrivere l’Inno alla Bellezza Intellettuale.
In una sera di pioggia, mentre i due amici, Mary Wollestonecraft Godwin, moglie di Shelley, e John Polidori erano riuniti intorno a un caminetto, Byron lanciò la sfida che ognuno scrivesse il proprio racconto di fantasmi. Poco dopo, in un sogno ad occhi aperti, Mary concepì l’idea di Frankenstein. Lo terminò che non aveva ancora 19 anni sempre qui, nei pressi di queste acque chiare.

Mentre passeggio sul Pont du Mont Blanc, davanti al Jet d’Eau, scopro che sono nello stesso molo in cui, nel 1898, Elisabetta di Baviera la principessa Sissi venne colpita a morte dall'anarchico Luigi Lucheni.

Qui visse e morì (e pretese di essere seppellito) Jorge Luis Borges. Credo che il suo spirito si aggiri ancora da queste parti e sussurri: "sono cieco e ignorante, ma intuisco che sono molte le strade". lo so, lo sento, perché mi viene in mente questa frase ogni volta che guardo il lago.

Sempre a Ginevra Fëdor Dostoevskij scrisse L’idiota, e mi fa un certo effetto pensare che la mia strada si incrocia di nuovo con la sua (qui l’articolo).

Non lontano dal centro della città Germaine de Staël, meglio nota come Madame de Staël, diede vita ad uno dei circoli culturali più illustri d'Europa. Da queste rive si oppose al regime napoleonico e influenzò Alessandro Manzoni.

Qui vissero per lunghi periodi Strauss e Goethe e proprio colui che ispirò in me il desiderio di scrivere, Charles Dickens fu guardando questo lago che scrisse il mio amatissimo Dombey e figlio, nel 1846.

Tutti, tutti loro facevano lunghe passeggiate solitarie intorno a questo lago. 
Compreso Victor Hugo, che si recò spesso a Montreux per trarre ispirazione. Nella stessa città Lev Tolstoj, nel 1857, scrisse I mendicanti.
Un secolo dopo fu il turno di Simenon: a lui il dolce mormorio delle acque suggerì di creare il commissario Maigret.

Il 15 aprile 1942, a Ginevra, moriva Musil e qui fu sepolto. Nello stesso cimitero dove si trovano Piaget, Borges e Denis de Rougemont. Fu quest'ultimo che con L’amore e l’occidente cambiò il mio modo di intendere le relazioni amorose.

Queste stesse rive conobbero i tormenti di Joseph Conrad e di Hugo Pratt con Corto Maltese , e fu in una libreria di Ginevra che Céline abbordò Elizabeth Craig, la donna a cui dedicò Voyage. 

Henry James fu letteralmente rapito da questa città, come racconta nel suo Viaggio in Svizzera, così come lo scrittore Julio Cortázar che scrisse Rayuela, Il gioco del mondo, definito l’antiromanzo.


Negli anni novanta Krzysztof Kieślowski girò a Ginevra Film Rosso, mentre anche David Bowie e Phil Collins eleggevano questo lago a loro tempio d’ispirazione.  


Tutti questi artisti, e molti altri, furono sensibili a questi luoghi, al loro commovente lirismo.

Intorno al bordo del lago si inanellano come perline su di un filo testimonianze del passaggio di scrittori, musicisti, poeti, pittori, creativi d’ogni risma.


Cinque mesi, cinque.
Non ho intenzione di perdermene nemmeno una, a cominciare da Montreux, paesino medievale particolarmente fecondo di ispirazione. 
Sarà la mia prossima tappa.

Ci sono molte cose inspiegabili, qui, ma una è certa: questo lago ha un incanto che accompagna i sognatori, da sempre. 
È stato così per tutti questi grandi del passato.
E se è stato così per loro…



martedì 9 ottobre 2012

Bombeiros, il libro.


Mezzanotte del 6 Ottobre, Cremona. 
Un furgoncino giallo limone approda in piazza della Pace: dal retro compaiono sedie, tavolini e le prime copie di "Bombeiros". È solo l’inizio.
Aggiungi didascalia
Dieci di mattina del 7 Ottobre: la sede di Tapirulan è invasa da scrittori, illustratori e curiosi. Bellissime le opere della mostra di illustrazioni pubblicate sul libro. La sottoscritta ha provato autentico entusiasmo per quella legata al suo racconto (dal titolo La begonia), realizzata da Margherita Allegri. Eccola qui:

La begonia interpretata da Margherita Allegri
Gli steli spinosi si arrotolano sulla protagonista e la
 intrappolano suo malgrado, mentre la figlia la guarda  impotente ed è
 molto, molto lontana l'uscita da quel mondo pieno di ricordi. 
Nel mio racconto volevo trasmettere come, quando si "perde" qualcuno,
 gli oggetti che gli appartenevano (o si condividevano), diventano 
delle trappole e tanto più si odiano quanto più chi ci ha lasciati le
 amava.
 La prima cosa che mi è saltata all’occhio è che nella  illustrazione non c'è nemmeno un oggetto,
 tranne uno: le piante. Simbolo di qualcosa che cresce e prospera
 nonostante l'avvizzimento del cuore di chi rimane. 
Un bellissimo lavoro.
In bella mostra le prime copie di “Bombeiros”, tra un muffin, un succo di frutta e qualche chiacchiera per rompere il ghiaccio.

Bombeiros e Bombeiros limited edition
Ore undici: caserma dei vigili del fuoco (Bombeiros significa pompieri in portoghese) per la presentazione del libro.
Il racconto vincitore dal titolo “Eleonora” di Alessandro Sesto è davvero bello, ma devo dire che anche gli altri non sono da meno. 
Una bella selezione fatta dalla giuria, presieduta dal simpaticissimo scrittore Gianluca Morozzi.

Gianluca Morozzi e io durante la presentazione de La Begonia
Gli autori, oltre a essere simpatici e gentili, sono ragazzi (e ragazze) piene di talento, come gli illustratori. Una bellissima giornata.
Ecco la foto di gruppo:

Gli autori, gli illustratori e i giurati del concorso

Una giornata ricca di letteratura e di bellezza, di quelle che non si dimenticano.
Un grazie a Fabio Toninelli, Alberto Calorosi, Guido Casamichiela e tutti i ragazzi di Tapirulan per aver messo in moto così tanta bella energia.
Bombeiros, per chi lo desidera, è disponibile anche al bookshop online.


Alla prossima!

mercoledì 3 ottobre 2012

Bombeiros, il nuovo libro di racconti illustrati. Edizioni Tapirulan


               [Suggerimento musicale per la lettura: Light my fire_The Doors ]



La quarta edizione del concorso di racconti di Tapirulan è arrivata al suo epilogo: la presentazione del libro a Cremona, il 6 e il 7 di ottobre.

E’ trascorso un anno da quando, sotto suggerimento di un’amica, inviai il mio lavoro per il concorso di racconti illustrati.
Più di cinquecento racconti inviati, dodici soli vincitori, tra cui il mio dal titolo La begonia.



Il regolamento è semplice: scrivere un racconto breve, scegliere tra una rosa di cinque illustratori dai quali si vorrebbe fosse illustrato il proprio racconto, inviare il tutto e attendere.

Una bella iniziativa giunta alla sua quarta edizione, di una associazione prima e casa editrice poi, che si impegna attivamente e con grande professionalità per creare qualcosa di tangibile e durevole: concorsi di poesie, illustrazioni, racconti come occasioni per creare sinergie e contatti tra le varie arti.

L’antologia contenente i racconti selezionati dalla giuria, guidata dallo scrittore Gianluca Morozzi verrà presentata domenica 7 ottobre a Cremona: alle 10 è fissato il ritrovo nella sede di Tapirulan (via Voghera) 1/a dove sarà allestita la mostra delle illustrazioni pubblicate sul libro, poi alle 11 ci si sposta presso  la caserma dei Vigili del Fuoco di Cremona (via Nazario Sauro 14) per la presentazione dello stesso.


Qui sarà possibile incontrare gli autori: Marco Alfano, Donatella Azzolini, Edoardo Brosio, Andrea Cirillo, Roberto D'Agostin, Luca Dore, Francesca Marchegiano, Franjo Matanovic, Maurizio Perelli, Alessandro Sesto, Rosanna Spinazzola, Mario Trapletti.

E gli illustratori: Margherita Allegri, Claudio Arisi, Giuseppe Braghiroli, Daniele De Batté, Luca Fabbri, Faber, Dimitri Fogolin, Giorgio Fratini, Andrea Gualandri, Arianna Papini, Guido Scarabottolo, Lucio Villani, Daniela Volpari.

Il titolo del libro è Bombeiros, modo in cui vengono chiamati i pompieri portoghesi: perché l’arte divampa e il sacro fuoco delle parole brucia dentro tutti quelli che, dall’Arte, si sentono chiamati.

Se passate da quelle parti, siete i benvenuti.

A presto con gli aggiornamenti dell'evento, qualche anticipazione del mio racconto La begonia e l'illustrazione di Margherita Allegri legata al mio lavoro!

  
Il libro si può acquistare on line QUI

Oppure direttamente verso i punti vendita:

Parma
Libreria Feltrinelli
via Repubblica, 2 - 0521.386810
Libreria Fiaccadori
strada Al Duomo, 8 - 0521.282445
Libreria Mondadori
Centro commerciale Euro Torri 3/3A, Piazza Balestrieri 2/A - 0521.271600
Cremona
Libreria Timpetill
via Mercatello, 50 - 0372.800802
Libreria Feltrinelli
corso Mazzini, 22 - 0372.24865
Centro Fumetto Andrea Pazienza
piazza Giovanni XXIII, 1 - 0372.22207
Libreria Ponchielli
piazza S. Antonio Maria Zaccaria, 10 - 0372.23867
Libreria Del Convegno
corso Campi, 72 - 0372.22633
Milano
Libraccio
via Corsico, 9 (incrocio con via Alzaia Naviglio Grande) - 02.8323230
Brescia
Libreria Colibrì
via S. Bartolomeo, 15/a - 030.394225
Mantova
Libreria Nautilus
piazza 80° Fanteria, 19 - 0376.360414
Libreria Feltrinelli
via Umberto I, 56 - 0376.369733
Libreria Il pensatoio
via Accademia, 56 - Tel: 0376.1810788 
www.pensatoioinrete.it
Bologna
MODO infoshop - Interno 4 Bologna
via Mascarella 24/b e 26/a - 051.5871012

Forlì
Libreria Regnoli
via Regnoli, 12 - 0543.30097

Roma
Libreria Altroquando
via Del Governo Vecchio, 80 - 06.6879825 
www.altroquando.com

Napoli
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piazza Plebiscito, 12 - 081.7640858

Firenze
Libriliberi Libreria
via San Gallo, 25/27r - tel: 0552658324
www.libriliberi.com


-Per informazioni: info@tapirulan.it